Disordine pragmatico della comunicazione: Logopedista a Trento

Studio di Logopedia a Trento – Dott.ssa Federica Perghem

Disordine pragmatico (o sociale) della comunicazione: Logopedia a Trento

La comunicazione avviene quando, oltre al messaggio, passa anche un supplemento d’anima.

H. Bergson

La pragmatica si occupa della facoltà di utilizzare il linguaggio in modo pratico durante la conversazione e di cogliere il significato implicito di una frase o l’idea centrale di un messaggio. È la capacità di usare in maniera funzionale le regole della conversazione, mantenendo i turni e l’argomento del discorso, ponendo e rispondendo coerentemente a domande e rendendosi consapevoli di ciò che è opportuno, o meno, dire in certe circostanze.

Il disordine pragmatico della comunicazione è caratterizzato da un problema cardine nella comprensione del discorso e nell’utilizzo delle regole conversazionali, in assenza di difficoltà nella produzione verbale. Lo si considera una condizione primitiva in quanto non dipende da altre alterazioni psicopatologiche.

 

I segni clinici caratteristici del Disordine pragmatico della comunicazione

– deficit nell’uso della comunicazione a fini sociali;

– difficoltà a capire ciò che non viene esplicitato (ad es. idiomi, metafore, frasi umoristiche e significati la cui interpretazione dipende dal contesto);

– verbosità eccessiva;

– utilizzo di vocaboli particolari, dotti o inusuali, di frasi ritualizzate e di modi di dire;

– scarso utilizzo della mimica facciale e della gestualità non verbale o, al contrario, uso esagerato e stereotipato;

– prosodia (intonazione, ritmo, accentazione) alterata, generalmente monotona;

– ripetitività nelle domande.

 

Il trattamento del disordine pragmatico della comunicazione

La proposta terapeutica nell’ambito del disordine pragmatico della comunicazione, elaborata dalla dott.ssa Federica Perghem, logopedista a Trento, si focalizza in maniera prioritaria sull’abilità di comprensione e sullo sviluppo concettuale e semantico. È buona prassi prevedere attività che promuovano e incentivino la capacità di inferire i significati sulla base del contesto, fornendo al bambino strumenti di analisi e interpretazione della realtà circostante.

Concretamente, comunque, i campi specifici d’intervento vanno decisi sulla base dei risultati emersi da un’accurata valutazione e le proposte terapeutiche devono essere scelte e personalizzate in virtù delle caratteristiche peculiari di ciascun bambino.