Logopedista a Trento
Prime parole in ritardo e disturbo del linguaggio: la logopedia per bambini a Trento
Due anni e pochissime parole... tre anni e quasi nessuna frase. Al bilancio di salute il pediatra scrive una nota sul libretto e consiglia un controllo, le educatrici del nido o le maestre della scuola dell'infanzia sollevano lo stesso dubbio, i genitori si interrogano: migliorerà da solo o dobbiamo fare qualcosa?
Questo è l'inizio della storia di tantissime famiglie che arrivano allo studio della dott.ssa Perghem a Trento. Distinguere un ritardo che si risolverà da solo da una difficoltà che ha bisogno di un percorso non si può fare «a occhio»: una valutazione toglie il dubbio, e nei primi anni di vita il tempo è un alleato prezioso.
Il disturbo del linguaggio è una difficoltà persistente nella comprensione e nella produzione di parole e frasi, che non dipende da problemi neurosensoriali o cognitivi: la definizione completa, con i criteri e i segnali per età, è nella scheda dello Studio richiamata in fondo alla pagina.
Qui si parla invece di quello che accade nel concreto nello studio di Trento: comprendere quando ha davvero senso fare una valutazione, come si svolge l'incontro con la dott.ssa Perghem e che forma prenderà il percorso insieme.
Aspettare o approfondire: come si decide
La dott.ssa Perghem ha dedicato una parte importante della sua formazione proprio a quel confine sottile tra semplice ritardo e reale disturbo. Grazie alla specializzazione sui "parlatori tardivi" e sull'intervento precoce nella fascia 12-36 mesi, la dott.ssa Perghem lavora, in alcuni casi indirettamente e in altri direttamente, con bambini molto piccoli, in un'età in cui non si parla ancora di diagnosi ma in cui si può già fare tantissimo. La risposta al dubbio di un genitore non sarà mai un generico «aspettiamo»! Attraverso un'osservazione diretta e mirata, strutturata come un gioco, si comprende qual è la situazione del bambino. In alcuni casi alla famiglia vengono forniti consigli pratici e giochi da fare a casa per stimolare il linguaggio, fissando un controllo nei mesi successivi; in altri casi, laddove si configura una difficoltà clinicamente significativa, viene formulato e attivato un trattamento logopedico mirato e personalizzato.
I segnali che spingono a chiedere un parere
Ogni bambino ha la sua storia e la sua traiettoria di sviluppo, ma nei primi colloqui alcuni segnali ricorrono:
- il vocabolario espressivo che, verso i 24 mesi, è inferiore alle 50 parole;
- l'assenza, verso i 30 mesi, di combinazioni di due parole;
- la sensibile difficoltà, verso i 36 mesi, a comprendere il linguaggio del bambino;
- la persistente difficoltà del bambino nel comprendere e portare a termine le richieste;
- la bassa tolleranza alla frustrazione, scaturita dalla difficoltà nel farsi comprendere dagli altri.
La valutazione: prima i genitori, poi il gioco
Il primo incontro è interamente rivolto ai genitori: si dedica tutto il tempo necessario per ascoltare la storia del bambino, ripercorrendo le tappe di sviluppo di comunicazione e linguaggio e si accolgono eventuali dubbi e preoccupazioni. A seguire sarà il turno del bambino, che nella stanza della dott.ssa Perghem troverà svariati giochi ad accoglierlo! È proprio giocando insieme che si riesce a capire quante e quali parole utilizza, se e come costruisce le frasi e quanto comprende realmente ciò che gli si dice. Laddove possibile e indicato, l'osservazione si integra con test ludici, strutturati su misura in base all'età del bambino e volti a quantificare le sue abilità recettive ed espressive. Alla fine del percorso, si restituisce l'esito degli incontri, viene consegnato un referto in cui vengono illustrati punti di forza e di fragilità e vengono fornite le indicazioni e le strategie migliori per procedere insieme.
Il percorso: obiettivi piccoli, progressi visibili
Cosa succede quando iniziamo il trattamento logopedico? Nessun percorso standard, ma tappe chiare e su misura per le esigenze del vostro bambino, come ampliare il vocabolario, strutturare frasi più complete o rendere più solida la comprensione. Il segreto del successo? Giocare tantissimo, perché il gioco è il lavoro del bambino. Ma c'è un altro tassello fondamentale: voi genitori. Nello studio della dott.ssa Perghem i genitori non sono spettatori passivi, ma alleati preziosi che sanno sempre su cosa si sta lavorando e che ricevono strategie pratiche da applicare nella vita di tutti i giorni, perché il linguaggio si allena molto più a casa che nella stanza di logopedia. Inoltre, per garantire la massima trasparenza, ogni pochi mesi si fa il punto della situazione: si condivide quanta strada è stata fatta e si pianifica quale sarà il prossimo traguardo da conquistare.
Quando il linguaggio non è solo linguaggio
Cosa succede se la difficoltà di linguaggio non è circoscritta solo a una parola pronunciata male? A volte si intrecciano sfide diverse, come la fatica a recuperare e utilizzare le parole giuste al momento giusto o fragilità che in futuro potrebbero rendere faticoso l'apprendimento di lettura e scrittura. La doppia formazione della dott.ssa Perghem, in logopedia e in neuropsicologia dell'età evolutiva, serve proprio a questo: tenere sempre d'occhio il quadro nella sua globalità. Quando poi si rende necessario un parere psicologico o neuropsichiatrico, l'equipe dello Studio è letteralmente nella stanza accanto. Per le famiglie questo si traduce in un enorme vantaggio: nessun viaggio a vuoto o liste di specialisti da coordinare da soli; qui si trova un'unica grande squadra e un solo percorso coordinato per il benessere a 360° del bambino.
Domande frequenti
Le domande che i genitori rivolgono più spesso alla dott.ssa Perghem su questo tema.
- Al nido le educatrici ci hanno segnalato che parla meno dei compagni, dobbiamo allarmarci? Allarmarsi no, ascoltare e accogliere sì: chi lavora con l'età evolutiva e osserva quotidianamente il bambino nelle dinamiche insieme ai coetanei, coglie importanti sottigliezze che a casa normalmente non si notano. L'osservazione logopedica serve prima di tutto a portare chiarezza e a dare risposte concrete alle domande dei genitori, accogliendo ogni dubbio con la massima serenità e rigore scientifico.
- La diagnosi di disturbo del linguaggio la fa la logopedista? No, l'inquadramento formale è compito dello psicologo o del neuropsichiatra infantile; tuttavia la valutazione logopedica rappresenta un tassello fondamentale e, nello Studio, le due cose viaggiano insieme.
- Che cosa conviene portare al primo colloquio? La cosa più preziosa è la vostra storia! Sono altresì utili il libretto pediatrico, eventuali osservazioni scritte dalle educatrici del nido o dalle maestre della scuola dell'infanzia e valutazioni già svolte altrove.
- Le sedute saranno un peso per il bambino? Nella stanza di logopedia si gioca, poiché è giocando che i bambini mostrano le proprie competenze e imparano. La gran parte dei piccoli pazienti entra volentieri ed è esattamente questo che fa funzionare il lavoro.
Se il linguaggio di vostro figlio vi lascia un dubbio, il modo più semplice per scioglierlo è un'osservazione competente. È possibile richiedere un primo appuntamento con la dott.ssa Perghem nella sede di Trento, in via Antonio Pranzelores 87.
Per informazioni o per prenotare una prima valutazione con l'equipe della sede di Trento:
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Revisione clinica del 21 luglio 2026 a cura della Dott.ssa Federica Perghem, logopedista - Ordine TSRM PSTRP di Trento - Albo dei Logopedisti - n. 17.