Disturbi specifici del Linguaggio: Logopedia a Trento

Studio di Logopedia a Trento – Dott.ssa Federica Perghem

Disturbi specifici del Linguaggio: Logopedia a Trento

Con l’etichetta Disturbi Specifici del Linguaggio (DSL) si descrive un insieme di quadri clinici molto eterogenei, caratterizzati da un disordine nella comprensione e/o produzione linguistica in una o più componenti, quali la fonologia, la semantica, la sintassi e la pragmatica.

I Disturbi specifici del Linguaggio possono essere diagnosticati solo in assenza di alterazioni neurologiche, di compromissioni del sistema sensoriale e di ritardo mentale o fattori ambientali carenti.

Il linguaggio è l’abito del pensiero

S. Johnson

Ritardo o disturbo?

L’età di 3 anni rappresenta una sorta di spartiacque tra i bambini cosiddetti “Parlatori Tardivi” o “Late Talkers” e i bambini con un possibile DSL (Disturbi specifici del Linguaggio).

I Parlatori Tardivi sono una categoria di bambini che parla poco, che produce meno di 50 parole all’età di 24 mesi, oppure che ne esprime più di 50, ma in assenza di combinazione di due o più parole come abbozzo delle prime frasi. In alcuni casi, i Late Talkers possono gradualmente normalizzare e recuperare il linguaggio senza necessità d’interventi specifici, mentre in altri possono permanere nella fragilità e rivelare un Disturbo Specifico del Linguaggio. In quest’ultima circostanza, si tratta di bambini con un vocabolario limitato rispetto ai coetanei, con difficoltà nella coniugazione dei verbi e nell’utilizzo di articoli e alcuni tipi di pronomi.

Indicatori di rischio

  • familiarità per ritardo/disturbo di linguaggio;
  • presenza di otiti ricorrenti nei primi due anni di vita;
  • difficoltà di comprensione del linguaggio verbale;
  • produzione inferiore alle 10 parole a 24 mesi;
  • produzione inferiore alle 50 parole e assenza di combinazione di almeno due parole a 30 mesi.

 

Come intervenire per aiutare questi bambini?

Un bambino che manifesta un apprezzabile ritardo nel produrre le prime parole o che possiede un vocabolario molto ristretto all’età di 24 mesi, andrebbe necessariamente sottoposto a uno specifico esame del linguaggio, fondamentale per poter stilare la diagnosi (formulata dal neuropsichiatra infantile o dallo psicologo) e stabilire, eventualmente, le più calzanti modalità di intervento logopedico.

A oggi, ancora troppo frequentemente, i genitori di bambini con ritardo o con Disturbi specifici del Linguaggio si sentono dire che il proprio figlio parlerà e che lo farà esattamente come i suoi coetanei; quest’atteggiamento remissivo, porta però a trascurare e a svalutare un problema che si potrà riproporre in maniera amplificata nella vita del bambino. Si sottolinea pertanto l’importanza di una diagnosi precoce e di un tempestivo intervento logopedico, finalizzato a un miglioramento delle abilità linguistico-comunicative.